lunedì 21 marzo 2016

Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo 21/27 marzo


Buongiorno!
Finalmente rieccomi qui, con un dispositivo più grosso di un telefono, per intrattenervi con lammèrda in libreria. È stata dura, la settimana scorsa, riuscire a scrivere un post interamente al telefono. Non tanto per i tastini delle lettere che, insomma, se ingrandisci riesci perfettamente a vedere cosa stai scrivendo, quanto piuttosto per tutto il resto che non funziona da mobile. Cioè, per cercare di mettere qualcosa in "centrato", non avete idea delle imprecazioni che ho lanciato.
E niente, il discorso è che qualcuno non voleva che andassi a Barcellona evidentemente – forse un fan accanito di So classy! – e così alla fine ho trovato un tempo orrorifico, me so' raffreddata e al mio amico è imploso il computer, quindi non abbiamo potuto usarlo nessuno dei due.
Tocca che mi faccia un iPad, ho capito, ho capito. E mo' se mi pagano il mese di febbraio – sì, tralasciamo i commenti – me ce lo faccio.
Che poi ieri sono stata pure punita moltissimo perché sono stata in aeroporto dalle 14,45 alle 19, visto che siamo partiti in super ritardissimo. Cominciavo a rassegnarmi all'idea di dormire sulle sedie in finta pelle di brontosauro de El Prat. Alla fine sono riuscita a tornare, provata, affamata, coi capelli che rappresentavano il peggior incubo dei parrucchieri e un viaggio veramente del cactus (con una tizia improbabile accanto che sembrava la Cortellesi che imita la Prestigiacomo).
Ma basta, basta parlare e cinciallegrare di idiozie. Passiamo alle cose serie, passiamo alle uscite di questa settimana!

La ragazza qui accanto sarà senza passato ma è pure senza un sacco di cose. Non lo so, tanto per cominciare mi sembra sicuramente senza girovita e senza collo, però ha un sacco di altre cose eh: i capelli tentacolari (??), i polpacci che neanche Totti, l'impermeabile di vera finta plastica e una falcata un attimo (ma un attimino proprio) rigida.
Ma il motivo di tutto questo è che la nostra Zoë, insieme con la sua amica Holli, è stata rapita durante un viaggio ludico e goliardico che stava facendo a Las Vegas. Il rapitore è un super killer, uno di quelli che ao' cioè io so' io e voi nun siete un cazzo che passa il suo tempo a marchiare laggente.
Zoë riesce a scappare ma Holli no. Anni dopo, quando il killer – e presumo neanche Holli – non è stato ancora ritrovato, Zoë si imbatte in un caso della polizia simile al suo e collabora con le indagini – non mi chiedete in che modo, perché in America non è che te presenti in polizia e collabori come niente fosse, proprio no. Ma è vero pure che io non mi chiamo Zoë e quindi magari per le Zoë funziona diversamente. Saranno i polpacci calcistici, che ve devo dì.
Insomma, fatto sta che durante le indagini lei scopre che il killer che marchia laggente non ha smesso di aspettarla, forse in memoria delle acconciature tentacolari, e il tempo ha aumentato il suo malumore (eh, l'andropausa... Lo fa, lo fa. Succede che un giorno sei giovane e il giorno dopo, con lo scompenso ormale, sei un vecchio scorbutico) e la sua sete di vendetta (che dipende, ovviamente, sempre dall'adropausa). Non so perché in copertina lei cammina in un posto che tutto me pare meno che Las Vegas, soprattutto per il clima (cioè, a Las Vegas ce stanno 90 grandi all'ombra e il tasso di umidità del 150%, con l'impermeabile di vera finta plastica ti prendono fuoco le ascelle eh, ma cioè, chi so' io per parlare di moda? Vi scrivo indossando una maglia nera coi cigni rosa, ergo...), ma forse non è il caso di farsi troppe domande. Nel senso che potrebbe essere una tattica sopraffina per far sì che il killer che marchia laggente senta la puzza del suo sudore e si palesi tra gli alberi. Va' a sapè che tecniche c'hanno i Ris al giorno d'oggi.
Un thriller che boh, cioè, se non lo comprate c'avrete i un polipo in testa per il resto dei vostri giorni! Ah, la scheda qui.

Questa copertina è vera. Ripetete con me: questa copertina è vera. Non è il frame di un video di merda di Vasco Rossi e no, non è la locandina del nuovo album della Pausini. 
Io veramente non capisco come si possa prima fare la grafica per i test di Cioè e poi utilizzare le immagini rimanenti per fare le copertine dei libri. Capisco tutto: il target, il tipo di storia, il tipo di prodotto. Veramente, capisco sul serio tutto. Però la shatteria no. Eddai, ma te pare che metti in copertina la foto di una tizia sdraiata su un tappeto anni '70? Ma che è? Ma è nuda poi per caso? Vabbè, me vengono in mente certi scenari così tremendamente tristi che manco ce voglio pensà.
Il font non si commenta. Seriamente, non me la sento di dire nulla sulla scelta di scrivere metà titolo fucsia e metà bianco. 
Però una cosa devo dirla: gioia, se è un cd normale state insieme per circa un'oretta, non mi sembra un tempo molto lungo. 
Per carità, meglio per certi versi, tipo se lui è il tipo da jeans stretto e mocassino senza calzini a 'sto punto te credo che je dici: "resta con me fino all'ultima canzone poi, per favore, vatte a comprà un paio de scarpe che tesò con queste nun te se po' guardà". 
La scheda comunque dice che questa è la storia di Elise, che per sedici anni è stata trattata male da chiunque e non s'è fatta amici, ma adesso ha deciso di cambiare (eh, je l'amo fatta Elì a capì che magari andare in giro con dei cespugli al posto delle sopracciglia e i baffi a cui puoi fare le treccine non ti faceva apparire simpatica a nessuno). Così per tutta l'estate ha osservato le ragazze più popolari della scuola (ecco, loro magari non hanno le basette) per imitarle ma niente, i suoi sforzi non vengono notati da nessuno. Sull'orlo della depressione, una sera si imbatte in un locale underground e da lì tutto cambia: amici, musica bellissimissima, ipotetico fidanzato. Ma che libro è? Io boh. La quarta te racconta pure la fine, che razza di senso c'ha leggerselo?

Sarà che sono stanca, sarà che ho dormito poco perché la mia vicina ci teneva a svegliarmi presto stamattina per sapere se ero tornata, sarà che sono mezza raffreddata ma ho davvero rischiato il conato di vomito con questa copertina.
I piccioni fanno schifo. E questo è un dato di fatto noto anche agli esponenti integralisti della Lipu, siamo d'accordo tutti. Ruzzolano tra la spazzatura, mangiano schifezze, cagano su qualunque cosa e la rovinano, si muovono in gruppi e ogni volta che sbattono le ali in quei loro finti voli da gallina sollevano lo sporco di Roma che manco fossimo a Bombay e me fanno venì la congiuntivite. 
Il piccione di Roma, poi, è pure coatto. È diventato il classico tassista panzone che sembra uscito da un film di Verdone. Il piccione, qui, non vola più. Cammina, attraversa sulle strisce (true story), neanche si scansa quando passi te, praticamente manca solo che quando cerchi di passargli in mezzo perché, santo cielo, devi proprio andare di là, il gruppo ti guardi male e il capo-piccione ti dica "Cazzo vòi? Nun vedi che stamo a magnà? Fai er giro lungo!".
Pure le piume dei piccioni fanno schifo, tant'è che non mi sognerei mai di tenerne una a casa, figuriamoci due. Ma a parte poi che il fatto che quella cosa sia stata conficcata nella pelle di un piccione veramente mi fa venì gli incubi, oltre il terrore che dopo aver preso in mano quelle cose schifose l'unica altra cosa che vedrò in vita mia è il reparto malattie infettive. Concentriamoci su un'altra cosa prima che mi si ripresenti il conato. La scheda dice che Bianca, assistente di volo, prima di incrociare James era una persona tutta d'un pezzo: cioè, camminava sui tacchi alti portando champagne a 10.000 metri d'altezza e quindi, mica poteva trovare attraente un uomo. Eeeh? Mo' una hostess non può pensare che un uomo sia un fregno da paura solo perché porta champagne alla business class? Niente, diventi hostess e te passano pure la cecità compresa nell'uniforme. Varrà pure per gli steward? La prossima volta domando al banco check in di Ryanair, che so' quelli con l'uniforme più brutta ever, quindi mi sembrano proprio i tipi che potrebbero avere compresa nel pacchetto pure la cecità (una persona che ci vede non si sognerebbe neanche di disegnarla un'uniforme come quella). Comunque, boh, niente, poi Bianca prova a resistere ma niente, non ce la fa e basta. Fine del libro. Nessuna pratica erotica coi piccioni, spero. Se lo leggete fatemi sapè.

Per questo lunedì purtroppo è tutto, vi auguro una settimana tentacolare!

6 commenti:

  1. Accidenti. La prossima settimana vengo a Roma per la prima volta nella mia ormai non più tanto giovane vita, e adesso ho l’incubo dei piccioni. Altro che Colosseo o Musei Vaticani, sono indecisa se corrergli incontro per costringerli a volare (tra qualche migliaio di anni potrebbero anche ringraziarmi) o camminare rasente i muri per evitare che mi facciano cacca in testa.

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    1. Ahahahah in centro poi ci sono i piccioni divisi per squadra. Quando vedrai la presenza massiccia di queste esseri in piazze tipo Piazza del Popolo pensami. Pensami moltissimo xD

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  2. al piccione attraversatore c'ero anche io!!!!! Comunque, se ti consola, io non posso vedere alcun tipo di volatile...:D
    Bentornataaaaaaaaa!!!!

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    1. Ma no, dai, i passerotti sono carini! ^_^

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  3. la tua recensione del piccione mi ha fatto morire dal ridere :)
    anche se io sono di quelle che dà loro le briciole... a me piacciono!

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    1. Noooooo mai dare da mangiare al nemico! MAI.

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